{"id":584,"date":"2017-04-25T01:28:03","date_gmt":"2017-04-24T23:28:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lavikina.com\/it\/?p=584"},"modified":"2017-04-26T00:36:58","modified_gmt":"2017-04-25T22:36:58","slug":"la-scoperta-della-lo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavikina.com\/it\/2017\/04\/25\/la-scoperta-della-lo\/","title":{"rendered":"La scoperta della Lo"},"content":{"rendered":"<p>A volte mi chiedo: perch\u00e9 me ne sono andata via dal Messico tanti anni fa? Cosa si ottiene vivendo lontano dalle proprie abitudini e da quello che si conosce? Che si pu\u00f2 fare davanti all\u2019insicurezza del futuro o del lavoro? Qual \u00e8 la direzione giusta? Cosa voglio fare da grande? Si pu\u00f2 trovare una risposta a queste domande?<\/p>\n<p>La notte che ho conosciuto Lorena era la prima volta che entravo in un Centro Sociale in Italia. Io, come immigrata, ero andata a vedere e sostenere il concerto di una band interculturale, ovvero un gruppo musicale nato in Italia ma con membri immigrati. Quella sera \u00e8 stata anche la prima volta che ho riflettuto sul fatto che si pu\u00f2 essere migrante nel proprio Paese, ovvero che anche vivendo nel proprio paese d&#8217;origine ci si pu\u00f2 sentire estraneo, perso e non appartenente al luogo dove si \u00e8 nati. Conoscere Lorena \u00e8 stato confermare che il dover mettersi in gioco e reinventarsi costantemente \u00e8 un comune denominatore delle generazioni di oggi, e che su questo aspetto immigrati e nativi \u201csiamo tutti nella stessa barca\u201d<\/p>\n<h4>Roma<\/h4>\n<p>In quei tempi non conoscevo l&#8217;ambiente dei Centri Sociali e quello in cui mi trovavo era uno dei pi\u00f9 conosciuti di Roma. Era un luogo scuro e allo stesso tempo colorato, un po\u2019 disordinato e trasgressivo. Riconosco che all\u2019inizio mi sono sentita un po\u2019 inibita, ma mi sono adattata subito: tutto era rilassato, lontano dalle imposizioni. Un luogo autogestito e con un\u2019ampia proposta creativa, cio\u00e8 un luogo di quelli che vengono definiti come alternativi. Un contesto che si abbinava molto bene alla personalit\u00e0 di Lorena.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lavikina.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Forte_prenestino_roma2.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"227\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1058\" \/><\/p>\n<p>Io ero con degli amici che in mezzo alla folla cercavano altri amici e cos\u00ec, fra la musica, i graffiti, le mostre di artigianato e un paio di birre, mi sono ritrovata coinvolta in una calda conversazione con la Lo, come la chiamano gli amici.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cIo sono nata di una zona del Piemonte, ma non sono piemontese doc\u201d &#8211; ha detto la Lo, facendo riferimento ai vini e facendo s\u00ec che io entrassi in confusione. Quell\u2019affermazione era molto strana per me. Io mi presentavo e mi presento sempre come messicana e non parlo mai delle origini dei miei nonni. &#8211; \u201cSono un mix di diverse culture: mia nonna \u00e8 sarda e il mio nonno \u00e8 veneto, entrambi si sono conosciuti a Mongrando. Sono il prodotto di due regioni molto distanti dal punto di vista geografico, che si sono unite nel nord occidentale italiano \u201d &#8211; raccontava la Lo con una forte cadenza piemontese aggiungendo che I suoi, ai tempi, erano stati discriminati.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cI miei nonni hanno lasciato negli anni 50 la propria terra, emigrando in Piemonte, dove l\u2019industria tessile ha avuto un grande sviluppo e grazie alla quale l\u2019Italia \u00e8 conosciuta a livello internazionale. La zona dove sono nata \u00e8 stata ed \u00e8 dipendente dall\u2019 industria tessile non solo a livello economico, ma anche a livello sociale e culturale\u201d- continuava la ragazza piemontese. Io non capivo bene cosa volesse dire con questo, ma lei mi ha spiegato che quasi tutti gli abitanti del suo paese erano impiegati in quella industria, che erano sicuri di avere un lavoro fisso per tutta la vita, che a volte addirittura i lavori passavano di padre in figlio e che chi svolgeva i lavori pi\u00f9 impegnativi e specializzati era particolarmente rispettato e considerato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1045\" src=\"https:\/\/www.lavikina.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Mongrando_rail_station.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"285\" \/><\/p>\n<p>Io ero sempre pi\u00f9 interessata alla conversazione della Lo. Quell\u2019anno era l\u2019ottavo che lei abitava nella capitale italiana. Era partita da Mongrando a 20 anni per studiare Sociologia, spinta dalla curiosit\u00e0 per le questioni sociali. In quel periodo, pero a causa della difficolt\u00e0 di trovare lavoro remunerato attinente a quello che lei aveva studiato, lavorava nella raccolta di gemme e piante per poi venderle a un\u2019azienda omeopatica. Anche se questa attivit\u00e0 non era il massimo per lei, la aiutava a conoscere le piante, i loro principi e le loro qualit\u00e0 e ad essere in contatto con la natura, cosa che lei amava molto.<br \/>\nIo ero sconvolta, le esperienze della Lo erano un po\u2019 lontane da ci\u00f2 che io ero abituata a sentire da parte di amici o conoscenti che lavoravano in ufficio con orari stabiliti e risultavano veramente noiosi se paragonati con quello che lei faceva.<\/p>\n<h4>Mongrando<\/h4>\n<p>Sono passati alcuni anni prima che io potessi rivederla. E\u00b4stato un caso e una coincidenza che io andassi a un festival di musica reggae a Bornasco, paesino vicino al paese natale della Lo, dove la rincontrai, in un contesto molto simile a quello del centro sociale dove l\u2019avevo conosciuta, questa volta pero\u2019 con la differenza di essere in mezzo al verde . Che sorpresa \u00e8 stata trovarla l\u00ec, che vendeva saponi artigianali fatti da lei, tra il camping, la pizza al trancio, i workshop di musica e danza e un palcoscenico dove si esibivano importanti esponenti di Reggae a livello internazionale.<\/p>\n<p>Finiti i concerti, con il bosco alle nostre spalle e con la notte scura come tetto, la Lo mi raccont\u00f2 che, stanca dello stress, dell\u2019inquinamento, del traffico di Roma e spinta da un bisogno di avvicinarsi a un contesto pi\u00f9 naturale e tranquillo, aveva deciso di tornare nel posto in cui era nata. Mi confess\u00f2 che, quando aveva scelto di andare a Roma, non era cosciente della bellezza di Mongrando e dei suoi dintorni, o forse s\u00ec, ma in quei tempi lei non dava importanza a tutto ci\u00f2. E\u2019 stato solo tornando dopo 10 anni da Roma, che \u00e8 riuscita a scoprire le meraviglie che questo posto le regalava.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lavikina.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Chiesa_di_S_Lorenzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1047\" src=\"https:\/\/www.lavikina.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Chiesa_di_S_Lorenzo-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p>Stavo partendo e ripiegando la mia tenda, quando la Lo mi ha invitata a rimanere un paio di giorni ancora per conoscere la sua casa e il suo paese. I posti visitati in quei giorni erano luoghi magnifici : \u201cIl Vallino\u201d, \u201cLa Ruta- Graziano\u201d, \u201cSan Michele\u201d, \u201cil Castelliere di Mongrando\u201d. I torrenti Viona e Ingagna, isolati dalla civilt\u00e0, erano spazi verdi, enigmatici e con interessanti storie. Mongrando a me sembrava molto accogliente e anche se la Lo ripeteva in continuazione che la gente l\u00ec era fredda e chiusa, io continuavo a pensare che lei non lo era affatto.<\/p>\n<p>Quanto si emozionava e mi faceva emozionare quando mi raccontava che uscendo di casa trovava frequentemente famiglie di cinghiali o cervi (tipo Bamby!). Spettacoli che le persone che vivono nelle grandi citt\u00e0 vedono solo alla tv o nelle foto. Per non parlare dell\u2019orgoglio che trasmetteva quando affermava che l&#8217;acqua migliore al mondo, si poteva bere solo l\u00ec (ed essendo Mongrando ai piedi delle Alpi, sicuramente aveva ragione).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lavikina.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Viona_pendici_colma_mombarone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1008 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lavikina.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Viona_pendici_colma_mombarone-227x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>In quei giorni sono riuscita a conoscerla meglio e a conoscere un po\u2019 il suo paese. Le industrie del nordovest italiano, che per tanti anni erano state motore dell\u2019economia italiana, in quel momento erano crollate. E Mongrando, dove la gente dipendeva in gran parte dall\u2019industria tessile, sia a livello economico sia a livello sociale (dato che le abitudini, i valori e i modi di pensare, erano legati in gran parte a questa economia), \u00e8 entrata in crisi. I posti fissi non erano pi\u00f9 cos\u00ec fissi e questo provocava un panico costante, la paura di perdere il lavoro, oltre che una lotta fra poveri per difendere il poco che si aveva.<\/p>\n<p>\u201cLa causa dell\u00b4impoverimento della societ\u00e0 \u00e8 l\u00b4industria in s\u00e9 e forse l\u2019allontanarsi dal sistema industriale non porterebbe grossi danni all\u2019 uomo\u201d mi diceva la Lo \u201cma in un paese come Mongrando \u00e8 molto difficile cambiare di mentalit\u00e0\u2019. E\u2019 cos\u00ec difficile cambiare il modo di fare economia e trovare una via alternativa a quella alla quale siamo abituati&#8221;, diceva.<\/p>\n<p>Sono passati anni e, anche se le nostre strade sono state sempre separate, ho avuto l\u00b4opportunit\u00e0 di condividere con Lorena diversi viaggi e incontri che hanno consolidato la nostra amicizia.<\/p>\n<h4>Berlino <\/h4>\n<p>E\u00b4 stato a Berlino l\u00b4ultima volta che l\u00b4ho vista. Lorena era venuta a trovarmi per darmi la notizia che nell\u00b4autunno prossimo sarebbe diventata mamma. Il Mercatino della Schiller Promenade, che si fa tutti i sabati, famoso e riconosciuto a Berlino per essere visitato da gente che cerca prodotti bio e artigianali, \u00e8 proprio vicino a casa mia e quel week end sono andata con la Lo vendere i saponi artigianali di sua produzione.<\/p>\n<p>Il modo di parlare morbido ma sicuro, cosi come la sua personalit\u00e0 che \u00e8 accentuata dalla gestualit\u00e0, hanno permesso ai clienti di capire quello che lei voleva trasmettere, perch\u00e9 io, nonostante tutta la mia buona volont\u00e0, non avevo molto successo con la traduzione. E tra una vendita e l\u2019altra la Lo ha chiarito a me a ai clienti qualsiasi dubbio sugli ingredienti con cui erano fatti i suoi saponi. Quando la gente le chiedeva qualcosa, lei spiegava dettagliatamente le qualit\u00e0 dei prodotti, l\u00b4importanza del processo di elaborazione e tutto il lavoro necessario per produrli.<\/p>\n<p>Io che la conoscevo come sociologa ero curiosa di sapere perch\u00e9 aveva deciso di dedicarsi alla produzione dei saponi &#8211; \u201cIo non sono andata a cercare i saponi, sono i saponi che mi hanno incontrata\u201d, mi ha risposto quando le ho chiesto e poi ha cominciato a ridere. Io non avrei mai immaginato che dietro alla produzione di sapone si potessero celare non solo le conoscenze necessarie al loro complesso processo di produzione , ma anche una serie di principi e valori forti, dal rispetto dell\u00b4ambiente al rifiuto di compromessi sociali e perfino qualche idea politica. Era come se tutto nel suo modo di essere e nelle sue attivit\u00e0 rivelasse una grande coerenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1041\" src=\"https:\/\/www.lavikina.com\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/saponischiller.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p>Allora ho chiesto: \u201cMa tu fai i tuoi saponi per rispettare i tuoi principi?\u201d Lei si \u00e8 limitata a dirmi -\u201cA me \u00e8 sempre piaciuto creare, mi piace lavorare con le mani\u201d- e ha cambiato discorso. Mi ha detto che prima di partire per Roma era una ragazza insicura, ma che, grazie agli stimoli che aveva trovato intorno a s\u00e9, \u00e8 riuscita ad aprirsi, soprattutto con se stessa. &#8220;E\u00b4stata l\u2019influenza di gente curiosa, positiva, che mi ha aiutata a sentirmi una donna sicura&#8221;, mi diceva mentre raccoglieva e metteva via con molta cura i saponi nelle loro scatoline. Poi tutto \u00e8 sembrato pi\u00f9 chiaro, quando mi ha parlato del suo metodo per fare le cose -\u201dLa mia metodologia consiste nell\u2019osservare, sperimentare e solo dopo studiare le cose che faccio. Solo cos\u00ec, riesco a capire meglio le cose che decido di fare&#8230; Questo vale anche per la creazione dei saponi. Ho osservato delle amiche che sapevano fare i saponi poi ci ho provato, ho sperimentato e solo dopo ho cominciato a studiare in dettaglio quello che c\u00b4era dietro al processo di elaborazione e ai vari ingredienti&#8221;.<\/p>\n<p>Mentre tornavo dall\u2019aeroporto di Sch\u00f6nefeld dopo averle promesso che sarei andata a Mongrando a conoscere il suo Tiago il prima possibile, ho pensato che, se io studiassi o riflettessi un po\u2019su tutto quello che ho osservato e sperimentato da quando vivo in Europa, forse saprei cosa fare da grande.<\/p>\n<p><span class=\"translation \">Correzione: Nuccia e Piero Seggiaro e Gaia Farina<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte mi chiedo: perch\u00e9 me ne sono andata via dal Messico tanti anni fa? Cosa si ottiene vivendo lontano dalle proprie abitudini e da quello che si conosce? Che si pu\u00f2 fare davanti all\u2019insicurezza del futuro o del lavoro? Qual \u00e8 la direzione giusta? Cosa voglio fare da grande? Si pu\u00f2 trovare una risposta a queste domande? La notte che ho conosciuto Lorena era la prima volta che entravo in un Centro Sociale in Italia. 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