Considerazioni riguardanti la morte del giornalista messicano Javier Valdez Cárdenas Berlino, Germania, giovedì 18 maggio 2017 In Messico è diventato facile uccidere, ormai è diventata un’abitudine prendere un’arma da fuoco o un’arma bianca e zittire le differenze, zittire le voci che denunciano, che non sono d’accordo, che criticano il sistema politico e che vogliono un cambiamento. In Messico, prima di scegliere il dialogo, il “narco-governo” e alcune persone che si muovono dietro alla protezione dell’anonimato, uccidono a pagamento e uccidono impunemente i loro simili semplicemente perché è possibile ed è […]
The African Doctor (Francia, 2016)
Bienvenue à Marly-Gomont è un film ispirato alla storia familiare del musicista Kamini, originario dello Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). La storia si svolge negli anni settanta, Seyolo Zantoko è un migrante nativo di Kinshasa, neo laureato in medicina a Parigi. Il giorno della laurea compare un contadino di Marly-Gomont, un paesino della campagna francese, che è alla ricerca di un medico disposto a trasferirsi nel suo sperduto villaggio. Seyolo vede così l’opportunità di acquisire la tanto ambita cittadinanza francese, nonché la possibilità di portare in Francia la sua famiglia, anche se dovrà rifiutare l’incarico di medico personale dell’allora dittatore Mobutu, che gli è stato offerto.
Seyolo si mette in contatto con i famigliari per dar loro la notizia e spiegare che dovranno raggiungerlo in Francia ma loro, euforici, nonostante le spiegazioni di Seyolo, non capiscono che non andranno a Parigi bensì nella campagna francese … dove non c’è niente. Lo shock culturale che subiranno sia i nuovi arrivati sia i contadini della tranquilla Marly-Gomont, non abituati a convivere con migranti, tanto meno neri, sarà fortissimo.
Lo sforzo titanico di Seyolo per adattarsi ed essere accettato come medico e residente, coinvolge tutta la famiglia, a cui viene perfino vietato di parlare la propria lingua madre, il lingala. Il medico africano proibisce anche a sua figlia Sivi di giocare a calcio, la sua grande passione, e la obbliga a concentrarsi negli studi per dimostrare che “i neri non sono solo capaci di correre dietro a una palla”. Anne, la moglie, è respinta dalle altre madri del paese, le quali non le rivolgono la parola, così come fanno anche i venditori al mercato. Mentre Kamini, il figlio, è escluso dai compagni di scuola.
Al contrario a quello che si potrebbe pensare, non si tratta di un dramma, uno di quei film dove il panorama per i migranti è straziante. Julien Rambaldi, il regista, ha fatto di Bienvenue à Marly-Gomont una attraente commedia, nonostante il finale prevedibile. La tematica della immigrazione e del razzismo è esposta in modo morbido e incoraggiante. In un mondo dove i crimini causati dall’odio invadono il nostro quotidiano, è bello trovare questo tipo di film “oasi” che ci regalano un po’ di ottimismo.
(Traduzione Vicky Nuñez / Correzione: Nuccia Boscchetto)
Ogni due settimane la Videomaker messicana , nella rubrica FOTOGRAMAS ci fa partecipare alla sua grande passione – il cinema – e descrive dalla prospettiva della sua materia le sue impressioni recenti della scena cinematografica internazionale.
Festeggiare il 12 ottobre?
La storia universale ha decretato il 12 ottobre del 1492 come il giorno in cui l’equipaggio al comando di Cristoforo Colombo intravide quello che posteriormente venne denominato America. Per tanti anni quella data è stata festeggiata o pressa in considerazione come giorno festivo in Spagna e in diversi paesi dell’America Latina, dimenticando tante volte, che a partire da quel momento si cominciò la distruzione di grandi culture e che i popoli originari sono stati privati dei suoi territori, credenze e forme di organizzazione sociale. Gli indigeni dell’America hanno pagato, e […]
Rhino Season (Irán / Turquía, 2012)

Il film più recente di Bahman Ghobadi, regista kurdo-iraniano (a volte anche attore), autore di notevoli film quali “Il tempo dei cavalli ubbriachi” e “Dove volano le Tartarughe”, è incentrato, come gli altri, sulla questione kurda. Ghobadi questa volta ci racconta la storia del poeta kurdo Sadegh Kamangar, messo in prigione dal regime islamista dell’lran perchè accusato di scrivere poesia politica. Anche la moglie del poeta, Mina, viene condannata, perchè sostenitrice dell’attività “immorale” del marito. Uscita dalla prigione la donna pensa che suo marito sia morto e distrutta, decide di […]


