Il gatto del rabbino (Francia, 2011)

Joann Sfar - un prolífico disegnatore ed autore di fumetti

Nell’Algeria degli anni 20 in una comunità ebraica un rabbino vive con sua figlia, il suo gatto ed il suo pappagallo … Un bel giorno il felino si mangia il povero pappagallo e con lui anche la capacità di parlare e non solo: il dono di parlare viene accompagnato dalla capacità di capire il mondo degli uomini. Il rabbino comincia ad insegnargli la Torà e a un certo punto il micio decide che è arrivato il momento di fare il suo bar mitzvah. Tuttavia incontra una forte opposizione da parte del maestro del rabbino, che lo considera una creatura eretica. Questo gatto aiuta il suo padrone a superare l’esame di francese e in quell’occasione conoscono un russo con il quale si imbarcano nell’avventura di trovare la città della comunità ebraica nera nascosta nel cuore dell’Africa. Questo gatto, che viene chiamato semplicemente così: Gatto, ha un acuto senso per la critica, è affettuoso e leale con i suoi umani: senza dubbio, se i gatti parlassero, sarebbero come lui.

Normalmente siamo abituati alle animazioni statunitensi o giapponesi. E’ bello vedere che ci sono altri paesi che svolgono lavori interessanti e divertenti in questo campo. La storia è semplice, però non per questo superficiale: tocca temi come il razzismo, la religiosità e la sottile linea che la separa dal fanatismo. Una pellicola godibile per chi vuole passare un momento molto piacevole e divertente.

(Traduzione Alexander Hämmerle, Correzioni Nuccia e Piero Seggiaro)


Ogni due settimane la Videomaker messicana Jazmín Camacho, nella rubrica FOTOGRAMAS ci fa partecipare alla sua grande passione – il cinema – e descrive dalla prospettiva della sua materia le sue impressioni recenti della scena cinematografica internazionale.

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